Vans, cult, storia, scarpe

1966, un garage in California. Un uomo fonde una suola di gomma con un pezzo di tela, è la nascita della suola vulcanizzata con lo storico disegno waffel.
Stile di vita, cult, moda – le Vans ne hanno da vendere.
Negli anni ‘60 il marchio -ancora sconosciuto- ‘vestiva’ i prigionieri di vari carceri, era il famoso (quanto esclusivo, aggiungerei) Prison Issue 23, le chiusure in velcro erano preferite per motivi di sicurezza alle stringhe.


Qualche anno dopo ritroviamo le Vans come simbolo di libertà ai piedi dei più famisi skater internazionali: la stabilità e la suola antiscivolo garantiscono equilibrio ed aderenza. Ultimamente il marchio ha conquistato anche il mondo della musica, le hanno indossate i Social Distortion, Slayer, i Bad Religion e i Pennywise.
Su Spartoo ci sono tanti modelli: da skate (naturalmente), da running alte e basse, ballerine e infradito.
Io voto per le running basse :)


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Articolo in collaborazione con Spartoo.it

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4 Responses to Vans, cult, storia, scarpe

  1. arianna di privalia says:

    Hey joja…come và?
    Cavoli abbiamo avuto una svendita Vans su Privalia poco tempo fa…a saperlooooo!
    Bacione
    Arianna di Privalia
    http://it.privalia.com/blog/?cat=3

  2. Joja says:

    @arianna tutto bene, si avvicina il weekend! :) Io adoro le sneakers, sono l’invenzione del secolo per chi fa fatica a camminare sui tacchi come me! ;)

  3. franci says:

    sono niente male, ma a quadretti noooooo!

  4. Eliana says:

    Sono anni che porto lo stesso paio di Vans. Ormai ci sono affezionata, anche se vecchissime. :)

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